L'angolo dei film: La congiura degli innocenti

venerdì, marzo 01, 2024

Oggi ho deciso di parlarvi di un film che, nonostante sia opera di uno dei registi più celebrati della storia del cinema, Alfred Hitchcock, non ha sempre ricevuto l'attenzione che merita. La congiura degli innocenti rappresenta una gemma nascosta nel vasto catalogo di Hitchcock, una di quelle opere che, a un primo sguardo, potrebbero sembrare minori ma che, ad un'analisi più approfondita, rivelano tutta la loro ricchezza e complessità.

La mia passione per questo film nasce non solo dalla genialità di Hitchcock come regista ma anche dall'eccezionale interpretazione dei suoi caratteristi. Sono loro, con le loro performance sfaccettate e profonde, a dare vita ad una narrazione avvincente, arricchita da dialoghi taglienti e battute memorabili che rispecchiano la maestria del regista nel combinare tensione e ironia.
Inoltre ammetto di essere stata conquistata anche dall'incantevole ambientazione autunnale del Vermont, che con i suoi colori caldi e avvolgenti, fa da sfondo a un intreccio di mistero e inganni. Si tratta quindi di un film che merita di essere riscoperto e rivalutato, non solo per gli appassionati di Hitchcock ma per tutti gli amanti del cinema che cercano in ogni opera quel qualcosa in più che va oltre la superficie.
Perciò mettetevi comodi e preparatevi a scoprire tutto, ma proprio tutto, su questo film.
p.s. In fondo, c'è una piccola chicca che sono certa vi farà molto piacere!
Il titolo originale è The trouble with Harry e si tratta di un film del 1955 diretto da Alfred Hitchcock con protagonisti John Forsythe, Shirley MacLaine, Edmund Gwenn e Mildred Natwick.

Trailer originale:

La trama in breve: Nel tranquillo Vermont, la scoperta del corpo di Harry Worp, un uomo di Boston, sconvolge la comunità. La tensione sale tra gli abitanti, ognuno dei quali si ritiene in qualche modo colpevole della sua morte. Il capitano Wiles, convinto di averlo ucciso per errore durante la caccia, Jennifer, l'ex moglie che lo ha colpito in un litigio, e Miss Gravely, che si crede responsabile dopo un equivoco, si ritrovano al centro di un giro di sepoltura e riesumazione del corpo pieno di equivoci. Nel frattempo, le indagini del vicesceriffo iniziano a prendere piede, aggiungendo ulteriore caos.

Alcune scene del film

Foto promozionale

Tutto inizia quando Alfred Hitchcock si imbatte in un romanzo inglese comico-grottesco di Jack Trevor Story, pubblicato nel 1950. La storia, permeata di un humour oscuro e incentrata su un cadavere, si distingue per una brillantezza che evita di scadere nel macabro o nell'offensivo. Hitchcock è talmente entusiasta del libro da decidere di trasformarlo in un film, un progetto che in seguito definirà il suo preferito, il cui stile influenzerà profondamente la serie “Alfred hitchcock presenta”, per il mix di macabro e umorismo (di questa serie ve ne parlerò presto sul blog).  
In questa sua nuova avventura cinematografica, Hitchcock si propone di stabilire un contrasto, di andare contro le tradizioni e di rompere con i cliché. Il maestro della suspense questa volta gioca con i contrasti,  prendendo il dramma dalla sua tipica ambientazione nella notte cupa, portandolo sotto la luce del sole in pieno giorno. È una mossa audace, che trasforma il giallo in qualcosa di brillante e inaspettato, in un gioco di equilibri delicati dove la storia si eleva oltre i confini del convenzionale, arricchendo il cinema con una nuova sfumatura di eleganza e arguzia.
Prima di partire per la Francia dove stanno per iniziare le riprese di Caccia al ladro nel 1954 (di cui vi ho parlato qui), Hitchcock consegna il romanzo a John Michael Hayes per iniziare un adattamento. Hayes, pur desideroso di aggiungere più azione e suspense, accoglie l'insistenza di Hitchcock di rimanere fedele all'originale. Gran parte dei dialoghi del film sono quindi ripresi parola per parola dal romanzo. L'unica modifica rilevante, vedremo, sarà il trasferimento dell'ambientazione.
Con la sceneggiatura di Hayes quasi pronta, Hitchcock incarica l'agente della MCA Herman Citron di negoziare l'acquisto dei diritti del romanzo. Citron, senza rivelare l'identità di Hitchcock, acquista i diritti per 11.000 dollari.
La Paramount, inizialmente scettica sull'argomento e sulle sue potenzialità, si lascia convincere dai successi precedenti di Hitchcock come La finestra sul cortile (di cui vi ho parlato qui) e Caccia al ladro, e gli concede carta bianca. Viene così approvato un budget di un milione di dollari, meno di un terzo di quello di Caccia al ladro.
CASTING
Hitchcock e la sua squadra si dirigono a New York, dove, se le star sono fuori dal budget, l'idea è cercare talenti sui palchi di Broadway. Per la parte della protagonista femminile Hitchcock avrebbe voluto Grace Kelly ma a causa di una disputa contrattuale con lo studio MGM non riesce ad ottenerla in prestito. Pensa anche a Brigitte Auber, l’attrice francese che ha partecipato a Caccia al ladro, ma prevale la sua preoccupazione che il suo accento stoni con l’atmosfera del film.
 
Il produttore Herbert Coleman una sera si reca con la moglie, dietro suggerimento della figlia, a vedere il nuovo musical che sta riscuotendo successo a Broadway, Il gioco del pigiama, con protagonista Carol Haney. L’uomo è talmente incantato dalla performance della protagonista che chiede di poterla incontrare nel backstage, salvo poi scoprire che proprio quella sera la Haney non si è potuta esibire ed è stata rimpiazzata dalla sostituta. La ragazza si chiama Shirley MacLaine. Herbert Coleman organizza rapidamente un provino per lei. La mancanza di esperienza cinematografica della MacLaine si rivela un punto di forza per Hitchcock, che vede in questo un'opportunità di lavorare con una tela incontaminata. 
Al provino, che si tiene nella suite di Hitchcock all’Hotel St. Regis, la MacLaine si presenta fradicia perchè colta da un acquazzone improvviso. Alma, la moglie di Hitchcock, le viene in aiuto, facendole togliere gli abiti bagnati porgendole un accappatoio, ed è così che sosterrà il provino, dimostrando al regista il suo spirito adattabile e la sua autenticità. Hitchcock, con il suo fiuto per le stelle nascenti, si attribuirà sempre il merito di aver scoperto Shirley MacLaine e di aver lanciato la sua carriera cinematografica.    

A Hitchcock sarebbe piaciuto riunire i protagonisti di Caccia al ladro Grace Kelly e Cary Grant.
Sfumata l’ipotesi della Kelly, Hitchcock deve rinunciare anche a Grant, il cui salario avrebbe fatto sforare il budget, per non parlare della necessità di riscrivere il personaggio per cucirlo su Grant, rischiando di stravolgere completamente la trama. A quel punto inizia a prendere in considerazione l’attore William Holden, che però in quel momento non è disponibile. Ed è così che, trovandosi a New York, Hitchcock decide di incontrare John Forsythe, un attore le cui interpretazioni nella serie radiofonica Suspense gli erano rimaste impresse. L'appuntamento avviene in un luogo intriso di storia e fascino teatrale: il famoso ristorante Sardi's. Qui, tra le pareti adornate di ritratti di celebrità, Hitchcock e Forsythe si scambiano battute in un gioco di sguardi e parole. Hitchcock, con il suo tipico humor britannico, non manca di notare l'altezza di Forsythe, dicendo che è più alto di persona. Forsythe, pronto e spiritoso, ribatte "Anche lei", strappando a Hitchcock un sorriso di approvazione. Con quella risposta, Forsythe non solo dimostra il suo spirito ma si assicura anche il ruolo. Forsythe accetta di prendersi una pausa di dieci settimane dal suo ruolo di Capitano Fisby in La casa da tè alla luna d'agosto per partecipare al suo primo film di Hitchcock (il maestro del brivido lo sceglierà anche in Topaz). Negli anni ‘70 e ‘80 Forsythe prenderà parte a due serie televisive cult degli anni ‘70 e ‘80, in Charlie’s Angels è Charlie, e in Dynasty dove grazie al ruolo di Blake Carrington vincerà 2 golden globe.




Per il ruolo del bizzarro Capitano Wiles Hitchcock sceglie un caratterista inglese con cui ha già collaborato in tre film, Fiamma d’amore, Vienna di Strauss e Il prigioniero di Amsterdam, ovvero Edmund Gwenn. Attore di grande versatilità, ha spesso interpretato personaggi positivi, spesso saggi anziani pieni di vitalità. Tra i suoi ruoli più noti, vi è il patriarca della famiglia Bennett in Orgoglio e pregiudizio e, nel 1947, l'indimenticabile interpretazione di un uomo che sostiene di essere Babbo Natale in Miracolo della 34esima strada, ruolo che gli vale l'Oscar. La sua vita e la sua carriera ve le ho raccontate più dettagliatamente nel mio articolo dedicato ai caratteristi, che potete trovare qui.

 
Per la parte di Miss Gravely Hitchcock pensa subito a Thelma Ritter che ha dimostrato un eccezionale talento comico interpretando Stella in La finestra sul cortile. Tuttavia, Ritter esita. In una lettera indirizzata al marito, rivela le sue perplessità sulla parte, descrivendola come volgare, immorale e di cattivo gusto, lontana dal suo stile. Di fronte a questo rifiuto, Hitchcock si orienta verso un'altra caratterista: Mildred Natwick, un'attrice con un solido background shakespeariano e una carriera cinematografica avviata, diretta varie volte John Ford come in Lungo viaggio di ritorno, In nome di Dio, I cavalieri del Nord-Ovest, e Un uomo tranquillo dove ha interpretato Sarah Tillane “la vedova”. Il ruolo nel film di Hitchcock le aprirà la strada nei ruoli di spalla nella commedia: nel 1956 sarà la strega Griselda nella commedia di cappa e spada Il giullare del re con Danny Kaye, e nel 1957 è nel musical Tammy fiore selvaggio, anche se dovrà aspettare 10 anni per il ruolo che la consacrerà alla storia del cinema e le farà conquistare una candidatura all'Oscar: A piedi nudi nel parco del 1967 di Gene Saks in cui interpreta la madre di Jane Fonda. Trovate il mio articolo su questa caratterista qui.

Poi c’è il piccolo Jerry Mathers, che interpreta il bambino che scopre il cadavere di Harry all’inizio del film, il figlio di Jennifer (Shirley MacLaine). Comparso in alcuni film di Bob Hope come Il figlio di viso pallido, Eravamo sette fratelli e Quel certo non so che, è meglio conosciuto come protagonista della situation comedy Leave it to Beaver, in Italia trasmessa dalla Rai con il titolo Il carissimo Billy  (1957-1963). Jerry sarà il primo attore bambino a stipulare un contratto anche sui proventi delle vendita dei prodotti commerciali legati al proprio programma.

 
Sempre attento ai dettagli e alla qualità del realismo nelle sue opere, Hitchcock insiste affinché il corpo senza vita di Harry non sia rappresentato da un manichino, ma da un attore in carne ed ossa. Per questo ruolo particolare, la scelta ricade su Philip Truex. Tuttavia, quando arriva il momento di proseguire le riprese a Hollywood, Truex non è disponibile per lavorare in studio. Di fronte a questa complicazione, la produzione si adatta rapidamente, facendo ricorso a una controfigura per le scene restanti che riguardano il corpo di Harry. Queste riprese vengono sapientemente inquadrate in modo da non mostrare mai il volto, mantenendo così l'illusione senza compromettere la visione artistica di Hitchcock.
 
LOCATION
Hitchcock, con un tocco di genialità, decide di spostare la scena da una Londra nebbiosa e imponente alle tavolozze vivaci del foliage autunnale del New England. È una mossa che ci dice subito: "Aspettatevi qualcosa di completamente diverso". Immaginatevi il contrasto: da una parte abbiamo un cadavere che continua a fare capolino, dall'altra lo sfondo di un placido paesaggio autunnale, con quei rossi, gialli e arancioni che solo quella parte di America sa offrire. 

La squadra di Hitchcock non perde tempo e, dopo una breve ricerca, trova il luogo perfetto: il paesaggio da cartolina di Craftsbury Common in Vermont. Nel centro cittadino, accanto alla chiesetta bianca United Church viene costruito l’emporio Wiggs (smantellato al termine delle riprese). Le abitazioni che fanno da sfondo alle vicende dei personaggi sono vere case di Craftsbury, con lievi modifiche scenografiche per adattarle alle esigenze del film, ad esempio alla dimora di Jennifer è stato aggiunto un portico, poi rimosso terminate le riprese. Invece il pittoresco lago Greenwood Lake fa da sfondo alla casa del capitano. Per le riprese interne è stata utilizzata una palestra di Morrisville a quasi 40 km di distanza.  
Hitchcock insieme al cast alloggia all’hotel Lodge at smugglers’ notch a Stowe, rinomato per la sua cucina e che da buona forchetta Alfred ha scelto per questo, mentre la troupe sta al più modesto Mountain Road Motel. Gli abitanti del luogo si dimostrano estremamente cordiali, non solo le donne portano vassoi di muffin per tutta la produzione ma si offrono per reperire oggetti di scena, rendendo disponibili propri capi di abbigliamento, auto ecc.

Ma non è tutto rose e fiori.  Ci sono giorni in cui il cielo grigio mette a dura prova la pazienza di tutti, costringendo la troupe a incrociare le dita per qualche raggio di sole che permetta di girare all'esterno. E quando arriva la pioggia, l'unico rifugio sono le scene da girare al chiuso (salvo poi scoprire che il rumore della pioggia sul tetto renderà necessario ridoppiare tutti i dialoghi in post produzione). Tutto l’opposto rispetto al set di La finestra sul cortile dove il set è esclusivamente al chiuso ed è tutto sotto controllo. Per non farsi mancare niente, Hitchcock rischia pure di tornare al Creatore quando una telecamera, di quelle del Tecnhicolor che pesano sui 200 chili, pensa bene di cadere a un passo dalla sua seduta, rischiando di farci perdere il maestro del brivido, e con lui, tutti i suoi capolavori futuri.

I guai di Hitchcock, però, sono tutt'altro che finiti. Il 1 settembre l’uragano Carol si scatena sul New England facendo cadere tutte le foglie dagli alberi. Il regista non è tipo da arrendersi. Con una mossa che sembra uscita direttamente da una delle sue trame, manda i suoi assistenti in Virginia alla ricerca di un paesaggio alternativo, ma senza successo. Penserete, a questo punto rinuncerà? Allora non conoscete Hitchcock, la cui mente ingegnosa partorisce un audace piano B: organizzare un vero e proprio "trasloco autunnale" verso Hollywood. Le foglie, accuratamente raccolte, vengono imballate in casse e spedite attraverso il paese in un camion refrigerato, per mantenere intatta la loro vivida palette di colori. Sul set, John B. Goodman, il direttore artistico della Paramount, si trova davanti al compito di ricreare in un teatro di posa l'incanto del Vermont, incollando le foglie autentiche su alberi finti e dando loro nuova vita con un tocco di vernice spray. Quello che era iniziato come un disastro naturale si trasformerà in un trionfo visivo e le favolose immagini autunnali verranno riutilizzate anche nel film I peccatori di Peyton Place (ambientato nel Maine) di cui vi ho parlato qui. 

I quadri astratti di Sam Marlowe sono realizzati dall’artista John Ferren, del quale Hitchcock sarà così contento da richiedergli di dipingere anche quelli per il film La donna che visse due volte, tra cui il celebre Ritratto di Carlotta Valdes (i segreti di questo film ve li ho raccontato qui)


COLONNA SONORA
Questo film segna l'inizio di una delle collaborazioni più emblematiche nella storia del cinema: quella tra Alfred Hitchcock e il compositore Bernard Herrmann. Hitchcock si rivolge a Lyn Murray con cui ha da poco lavorato a Caccia al ladro, ma essendo impegnato opta per raccomandargli un suo amico.
Herrmann ha già lavorato con diversi registi, tra cui Oscar Welles di cui ha curato la musica per Quarto potere e L’orgoglio degli Amberson, e porta al film la sua maestria unica, riutilizzando con permesso alcune composizioni originariamente create per la serie radiofonica della CBS "Crime Classics". Questa scelta non solo evidenzia la sua abilità nel riciclare con intelligenza temi esistenti, ma anche nel comporre nuovo materiale che aggiunge profondità e sfumature alla narrazione.
Nel film, la musica non fa solo da sfondo, ma gioca un ruolo attivo, quasi come se fosse un altro personaggio che interagisce con la trama. Un elemento distintivo della colonna sonora è la sua capacità di giocare con i contrasti: ci sono momenti in cui la musica, con la sua vena comica, offre un contrappunto sorprendente alla gravità delle scene o alla tensione della trama. Un esempio lampante è la scena in cui il capitano finge di zoppicare, muovendosi a ritmo di musica in modo quasi danzante, creando un effetto di leggerezza e humor.
Oppure l’inserimento del brano "Flaggin' the Train to Tuscaloosa", un pezzo leggero e orecchiabile, che Sam Marlowe canticchia spesso, portando un senso di normalità e quotidianità in mezzo a una situazione altrimenti bizzarra. È come se attraverso la musica dicesse: "La vita continua, nonostante tutto".
Con i legni e gli ottoni che si intromettono nella narrazione, o quando la musica si interrompe bruscamente o cambia direzione, si crea un effetto di sorpresa, come se la colonna sonora giocasse a nascondino con lo spettatore.
Hitchcock stesso ha definito questa colonna sonora come la sua preferita tra tutte quelle dei suoi film, poiché Herrmann è riuscito a catturare con precisione l'humour macabro che permea la storia, raccontandola con una leggerezza impeccabile. Il culmine di questo sodalizio artistico si realizza nella Suite "A Portrait of Hitch", che Herrmann compone in seguito, fondendo alcuni dei temi più significativi del film in un omaggio musicale dedicato a Hitchcock, rafforzando ulteriormente il legame creativo tra i due maestri. 
I titoli di apertura di "The Trouble with Harry" ci trasportano in un incantevole viaggio attraverso un paesaggio rurale del Vermont, magistralmente animato sullo schermo. Queste scene, che si snodano con una grazia quasi poetica, sono frutto del talento di Saul Steinberg, noto cartoonist del New Yorker, che adotta lo stile faux-naïf ispirato a Paul Klee per dare vita a questo idillio visivo. La sequenza si conclude con un dettaglio che cattura l'attenzione: una figura umana distesa, solo abbozzata, che giace immobile e stranamente serena, come se fosse in pace con il mondo circostante.

Ma è solo l'inizio. Da questa introduzione quasi sognante, il film ci catapulta nella realtà vibrante delle colline del Vermont, immerse nelle tonalità vivaci dell'autunno. Questo passaggio dall'animazione alla realtà immerge lo spettatore in un'atmosfera di tranquillità pastorale, dove ogni dettaglio sembra dipinto con cura. Ed è qui che, inaspettatamente, emerge la figura dell'infelice Harry Worp. Hitchcock, con un tocco di genialità che sfiora l'umorismo, sceglie una prospettiva insolita: la camera si posiziona a livello del suolo, e i piedi di Harry spuntano nel fotogramma, puntati verso il cielo in un modo che sfida la gravità e strappa un sorriso, segnando forse l'immagine più apertamente comica mai concepita dal regista.
 
CAMEO DEL REGISTA
In linea con la sua consueta tradizione, Hitchcock fa la sua comparsa in un cameo: precisamente 21 minuti dopo l'avvio della pellicola, lo si può scorgere come un passante che attraversa lo schermo. Questo avviene nel momento in cui un ricco collezionista d'arte si ferma con la sua auto davanti ai dipinti di Marlowe, regalandoci quel tocco hitchcockiano tanto atteso dai fan.
 
COSTUMI
Gli abiti creati per questo film portano la firma inconfondibile di Edith Head, leggendaria costumista che ha tessuto una lunga e fruttuosa collaborazione con Hitchcock, iniziata con Notorious nel 1946 e terminata con Complotto di famiglia nel 1976. Il suo tocco si percepisce nella scelta dei costumi dei personaggi, perfettamente in armonia con l'ambientazione autunnale del Vermont. Sam Marlowe si distingue per i suoi strati di tessuti tipici dell'autunno: maglioni, flanella e tweed lo avvolgono in un abbraccio di tessuti che rispecchiano la stagione, ma i colori sono volutamente sobri per non entrare in contrasto con l'esplosione cromatica della natura circostante. Questa scelta di grigi discreti e blu scuro rende Sam una sorta di tela neutra nel contesto dei guai con Harry, posizionandolo come unico personaggio veramente neutrale nel gruppo principale, coinvolto nella vicenda in realtà più per una morbosa curiosità e, infine, per un interesse romantico.
Ho trovato molto interessante l’evoluzione dei due caratteristi, Gwenn e Natwick, anche attraverso i loro costumi, che con il procedere della storia diventano più sofisticati e curati, come se tutta la vicenda li abbia fatti sentire ringiovaniti di dieci anni.

Menzione finale all’adorabile vestito viola indossato dalla MacLaine che risalta ancora di più il contrasto con i capelli ramati.
 
 
C'è poi un dettaglio curioso riguardante il corpo di Harry: per quasi tutto il film è vestito con un elegante completo, ma una volta tolte le scarpe, vengono rivelati i suoi calzini infantili, vivaci in blu e rosso, in netto contrasto con l'eleganza del resto dell'abbigliamento. Questi calzini non solo aggiungono un tocco di umorismo, ma simboleggiano anche come sotto la superficie delle apparenze si nasconda spesso una realtà diversa, meno ordinata e prevedibile di quanto sembri.  
Quando un film di Hitchcock vede la luce, solitamente è accompagnato da una vasta campagna pubblicitaria e da un tour promozionale che vede il regista in prima linea nelle première e nelle interviste con la stampa. Questa volta, però, la Paramount, vista la natura unica del film, decide di adottare una strategia più sobria, rinunciando al tour e puntando sul passaparola per far conoscere il film. Hitchcock, già assorto nei preparativi per il suo prossimo progetto, il remake de L'uomo che sapeva troppo (di cui vi ho parlato qui), si allinea alla decisione dello studio.

La première mondiale si tiene a Barre, Vermont, venerdì 30 settembre 1955, preceduta da una cena di Stato organizzata dal Governatore del Vermont, Joseph B. Johnson. Cliff Miskelley, che aveva inizialmente suggerito East Craftsbury come location ideale a Herbert Coleman, assume il ruolo di Maestro di Cerimonie e Hitchcock riceve il titolo di "Cittadino Onorario e Sindaco di Barre". Quando il film debutta nelle sale americane, il pubblico è accolto da un prologo cinematografico insolito: "Vermont the Beautiful", un cortometraggio di 3 minuti, firmato dallo stesso Hitchcock,  per promuovere il turismo nella location del suo ultimo film.

Questo film non riscuote il successo sperato, forse perchè il pubblico abituato ad aspettarsi la suspence è stato colto di sorpresa da una commedia noir. Uno degli altri motivi potrebbe essere che il pubblico americano non è disposto a scherzare sulla morte, mentre invece in Francia ed Inghilterra hanno un umorismo diverso, e questo si è riflesso sugli incassi che hanno ripagato la perdita statunitense, pensate che agli Champ Elysee è rimasto in sala addirittura per un anno e mezzo.
Foto sul set

Resterà "non disponibile" per circa 30 anni in quanto i suoi diritti insieme ad altri 4 film erano stati riacquistati da Alfred Hitchcock come parte di eredità da lasciare alla figlia Patricia. Passati alla storia come i "5 Perduti di Hitchcock", La finestra sul cortile, L'uomo che sapeva troppo, Nodo alla gola e La donna che visse due volte sono potuti tornare finalmente al pubblico nel 1984.

QUOTE:
Capitano: Ma poi tu che diavolo stavi facendo qui? Non credo di averti visto prima da queste parti. Perchè non ti sei fatto sparare addosso al tuo paese?

Jennifer: Sia lodata la Provvidenza. È finita.
Johnny: Chi è la Provvidenza mamma?
Jennifer: Una cara amica

Sam: È vostra questa salma?
Capitano: Oh non denunciarmi, è stata una disgrazia, una disgrazia pura e semplice. Credevo fosse una lepre o un fagiano, potrebbe essere capitato anche a te.
Sam: Se mi raccontaste tutto dal principio?
Capitano: Va bene, forse mi potrai aiutare. La prima cosa che ho visto stamane uscendo è stato un grosso ragno giallo tutto peloso immobile sulla soglia di casa. Lo sapevo che un ragno al mattino porta male, ma non immaginavo che lo avrebbe portato a me. Bè la dispensa era vuota e io pensai di riempirla con una bella lepre. (…)
Sam: Più che logico che non possano farvi niente.
Capitano: Niente è logico di questi tempi
Sam: È stato un caso, un atto di Dio forse. Dovreste anzi provare una certa gratitudine per aver avuto parte nel compiere il destino di un altro essere umano. Supponete che fosse scritto nei libri del Fato che la morte di costui dovesse avere luogo proprio oggi e in questo posto. E supponete pure che l’attuazione della sua dipartita fosse stata ostacolata da qualche imprevisto. Può darsi che dovesse morire di fulmine e non ci fosse sotto mano un temporale. Ecco che arrivate voi che lo sistemate. La volontà del cielo è fatta e il destino compiuto. La vostra coscienza è pulita. Non avete niente da rimproverarvi.

Seppur ironizzandoci, Hitchcock torna di nuovo all’elemento a lui caro della poca fiducia nelle autorità e sul tema dell’ingiustizia, facendoci simpatizzare per i colpevoli che non vengono puniti o facendoci soffrire insieme agli innocenti ingiustamente coinvolti in complotti. E questo lo fa dire al Capitano: “Per loro (i poliziotti) sei senz’altro colpevole finchè non provi di essere innocente”.

Per gli eroi che sono arrivati fin qui, ecco finalmente il premio che vi avevo promesso. Il film si trova su youtube quindi potete vederlo e apprezzarne la visione alla luce di tutte le curiosità che vi ho raccontato.


Come al solito spero che questo articolo vi abbia riportato alla Hollywood degli anni d'oro.
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Alla prossima!
  
ULTIMO MA NON PER IMPORTANZA
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