Questa storia è cominciata mentre cercavo materiale sui ristoranti frequentati dalle star della vecchia Hollywood, un argomento di cui mi ero già occupata in passato. Fra le tante immagini mi sono imbattuta in una fotografia scattata nell’estate del 1955.
In primo piano, sulla sinistra, James Dean siede accanto a Ursula Andress e guarda ciò che accade al centro del tavolo. Dall’altra parte Frank Sinatra, in piedi, sorride al fotografo. Fra loro si stringe un piccolo gruppo di invitati, raccolto intorno a una grande torta dalla forma di transatlantico.
Non conosco invece l’uomo in abito scuro che si prepara a tagliare la torta, sebbene sia proprio lui il festeggiato. Chi è? Un attore? Un produttore? Un cantante? Per quale ragione Sinatra ha organizzato una festa in suo onore e James Dean è venuto a salutarlo?
Era questo a rendere la fotografia diversa dalle molte altre immagini dei ristoranti di Hollywood nelle quali mi ero imbattuta. I divi più famosi erano tutti lì, eppure sembravano raccolti intorno a un uomo che il pubblico aveva quasi dimenticato. Più guardavo quella scena, più volevo sapere chi fosse e che cosa lo legasse così profondamente a quel gruppo di star.
Ho scoperto così che si chiamava Pasquale “Patsy” D’Amore ed era il proprietario del Villa Capri. Sinatra aveva organizzato la serata per salutare lui e sua moglie prima della loro partenza per l’Italia. La grande torta aveva la forma di un piccolo transatlantico e sulla vela di glassa si leggeva: Bon Voyage Rose & Patsy.
Patsy aveva lasciato Preturo nel 1923, a ventun anni, e da allora non vi era più tornato. Dopo trentadue anni si preparava a rivedere il paese, la sorella Vincenza e i familiari rimasti là. Nel frattempo aveva lavorato in una fabbrica di dolci a Brooklyn, aperto pizzerie sulla costa orientale, attraversato gli Stati Uniti e trovato il proprio posto nella Hollywood degli anni Cinquanta. Il figlio di un contadino dell’Irpinia tornava in Italia da proprietario di due attività, festeggiato da Sinatra e dagli attori che frequentavano il suo ristorante.
Vi confesso che, seguendo il viaggio di ritorno di Patsy, per alcuni momenti ho pensato a Il Padrino - Parte II e al ritorno di Vito Corleone in Sicilia. Le due vicende non hanno altro in comune, naturalmente, eppure l’immagine dell’emigrante partito poverissimo, trasformato dall’America e diretto molti anni dopo verso il paese d’origine continuava a tornarmi in mente. Nel caso di Patsy non c’erano vendette da compiere, ma una sorella da riabbracciare e una famiglia cresciuta durante la sua assenza.
È stato allora che ho deciso di raccontare la sua storia. Volevo capire come il figlio di un contadino di Preturo fosse diventato tanto caro a Sinatra, a James Dean e agli altri divi riuniti intorno a quella torta. Per scoprirlo bisogna tornare all’inizio, molti anni prima della nascita del Villa Capri.
Da Preturo agli Stati Uniti
Il 13 gennaio 1902, a Preturo in Abruzzo, Pasquale D’Amore si presenta in municipio per dichiarare la nascita di suo figlio, avvenuta il giorno precedente. Ha quarantun anni, fa il contadino e registra il bambino con il proprio nome: Pasquale. Poco importa se da quel momento, sotto lo stesso tetto, ci saranno due Pasquale D’Amore; molti anni più tardi, in America, il più giovane risolverà ogni possibile confusione diventando per tutti Patsy.
La madre, Filomena Marangelo, ha trentotto anni. Pasquale non è il primo figlio della famiglia. Prima di lui è nato Domenick Frank, il fratello che negli Stati Uniti prenderà il nome di Franklyn. C’è anche una sorella, Vincenza, destinata a rimanere in Italia mentre i due fratelli cercheranno la propria fortuna dall’altra parte dell’oceano.
Il primo a partire è Franklyn. Nel 1906, a tredici anni, si imbarca clandestinamente per l’America senza conoscere una parola d’inglese.
I fratelli trascorrono gran parte della giovinezza separati. Nel 1923, diciassette anni dopo la partenza di Franklyn, Pasquale decide di seguirlo. Ha ventun anni; il censimento federale del 1930 indica proprio il 1923 come anno della sua immigrazione. La prima parte della sua vita americana si svolge a New York, fra il Bronx e Brooklyn, dove si sposa, diventa padre e lavora in una fabbrica di dolciumi.
Due fratelli fra Brooklyn e il vaudeville
Franklyn ha imparato l’inglese lavorando in una panetteria italiana. Il trasporto dei sacchi di farina e il lavoro fisico gli irrobustiscono il corpo; comincia ad allenarsi e trasforma quella forza in un mestiere da palcoscenico. Durante la Prima guerra mondiale viene arruolato. In seguito riceve la Purple Heart, la decorazione ripristinata nel 1932 e assegnata anche retroattivamente ai veterani feriti nel conflitto.
Al ritorno Franklyn entra nel circuito del vaudeville, la forma di spettacolo di varietà che riunisce nello stesso programma cantanti, comici, ballerini, acrobati e numeri di abilità. Negli anni Venti questi artisti si spostano da una città all’altra e si esibiscono nei grandi teatri, spesso accanto alla proiezione di un film. Franklyn prepara un numero acrobatico costruito intorno a una sedia, nel quale combina forza ed equilibrio.
Nel luglio 1925 il suo nome campeggia nel programma del Loew’s State Theatre di Buffalo. È una delle attrazioni principali della settimana. Qualche mese dopo, a Saint Paul, il pubblico lo vede impegnato in acrobazie, esercizi di equilibrio e danze. Franklyn continua a viaggiare e a esibirsi anche negli anni successivi.
Il vaudeville gli permette di conoscere artisti e impresari molto prima dell’arrivo dei D’Amore a Hollywood. Alcune delle amicizie nate fra teatri e camerini riappariranno anni dopo, quando i due fratelli apriranno i loro primi ristoranti in California.
Mentre Franklyn passa da un palcoscenico all’altro, Patsy cerca di costruirsi una vita più stabile a New York. L’11 agosto 1924 sposa Letizia Napoli nel Bronx. Nel 1930 la coppia vive a Brooklyn con i figli Gloria e Frank, ancora piccoli, e Letizia viene ormai chiamata Letty. Patsy lavora come candy maker in una fabbrica di dolciumi, ma la sua strada non rimarrà a lungo fra caramelle e impasti dolci.
Negli anni Trenta apre la propria Pizzeria Napoletana al 169 di Avenue U, a Brooklyn. In una fotografia conservata dalla famiglia, Patsy posa davanti al locale con il grembiule bianco. Anziché assumere l’aria seria del proprietario, alza i pugni e finge un incontro di boxe con due amici conosciuti come Swatz Mulligan e Sally the Sheik.
Nel 1937 lascia New York e si trasferisce nel North End di Boston, uno dei quartieri italiani della città. Al 95 di Prince Street apre un’altra pizzeria e la tiene in attività per due anni. Nel 1939 Patsy è pronto a ripartire. Questa volta la destinazione è Hollywood.
Da Cahuenga a Catalina
Nel 1939 Franklyn e Patsy D’Amore lasciano la costa orientale e attraversano gli Stati Uniti diretti a Hollywood. Franklyn arriva dopo molti anni trascorsi nel vaudeville: conosce artisti e impresari, sa come ci si muove fra teatri e camerini e porta con sé una rete di amicizie costruita durante le tournée. Patsy ha appena chiuso la pizzeria di Boston e conosce la fatica quotidiana della cucina, dagli impasti preparati al mattino fino all’ultimo cliente della sera. A Hollywood, per la prima volta, i due fratelli mettono insieme ciò che hanno imparato.
Il loro ristorante apre al 1644 di Cahuenga Boulevard, poco a sud di Hollywood Boulevard. Intorno lavorano attori, musicisti e tecnici degli studi, proprio il pubblico che Franklyn ha frequentato per anni. Il locale si chiama Casa D’Amore.
Un biglietto pubblicitario racconta già come sono distribuiti i ruoli. In alto compare il nome Franklyn D’Amore’s Casa D’Amore, accompagnato dalla promessa di una Real Neapolitan Kitchen, una vera cucina napoletana. Subito sotto si legge il nome di Patsy, indicato come manager. In fondo è stampato il numero da chiamare per prenotare un tavolo: HI 9603. Franklyn presta al locale il proprio nome e le conoscenze accumulate nello spettacolo; Patsy si occupa della sala, del ristorante e soprattutto della cucina.
Tre anni dopo i ruoli non sono cambiati. Patsy lavora sempre al 1644 di Cahuenga per il fratello maggiore, che nelle carte ufficiali torna a essere Domenick F. D’Amore. Intanto Casa D’Amore comincia a farsi conoscere nella Hollywood dei primi anni Quaranta. Fra le persone che siedono ai suoi tavoli ci sono Frank Sinatra, Joe DiMaggio, il direttore d’orchestra Tommy Dorsey e l’attore Dick Powell. Sinatra entra dunque nella storia dei D’Amore molto prima di acquistare una quota del Villa Capri.
Nel 1948 i fratelli decidono di portare Casa D’Amore fino all’isola di Santa Catalina. La nuova sede apre ad Avalon, al 203 di Crescent Avenue, con il nome di Casa D’Amore Restaurant and Pizzeria. Il menu offre la pizza insieme ad altri piatti italiani alla carta. Per prepararla Patsy fa costruire sull’isola un forno in mattoni.
Il ristorante di Avalon rimane aperto per una sola stagione e nel 1949 chiude. Patsy, però, non intende lasciare a Catalina il forno che ha fatto costruire. Lo smonta personalmente, un mattone dopo l’altro, trasporta tutti i pezzi sulla terraferma e li porta con sé a Los Angeles.
Nello stesso anno termina anche il lavoro in comune fra i due fratelli. Franklyn conserva Casa D’Amore; Patsy lascia il ristorante e si prepara a ricominciare da solo. Questa volta non ha una sala, un’insegna o una clientela ad aspettarlo. Ha il forno recuperato a Catalina e pochi metri a disposizione in un banco del Farmers Market.
Il forno del Farmers Market
Nel 1949, terminato il lavoro con Franklyn, Patsy arriva all’Original Farmers Market, all’angolo fra Third Street e Fairfax Avenue.
Il Farmers Market esiste da appena quindici anni. Era nato nel 1934 sui terreni della famiglia Gilmore, quando alcuni agricoltori avevano cominciato a vendere frutta e verdura direttamente dai propri camion. Per occupare uno spazio pagavano cinquanta centesimi al giorno. Dai primi camion si era passati ai banchi permanenti, poi erano comparsi anche piccoli locali dove fermarsi a mangiare. Nel 1949 il mercato è ormai attraversato ogni giorno dagli abitanti del quartiere e dalla gente che lavora negli studi cinematografici poco lontani.
A Patsy viene assegnato il banco numero 448. Gli dà il proprio nome e dietro il bancone ricostruisce, mattone dopo mattone, il forno portato dall’isola. Non ci sono una sala da pranzo o un bar, e neppure camerieri in giacca e cravatta. Il locale è una bottega aperta sul passaggio: i clienti ordinano davanti al bancone, mentre Patsy lavora con il forno alle spalle. Dopo le pizzerie di Brooklyn e Boston, Casa D’Amore e il ristorante di Catalina, si ritrova a cucinare in pochi metri quadrati e sotto gli occhi di tutti.
Una fetta di pizza costa venti centesimi. Sul cartello viene chiamata a cut of pizza, un taglio di pizza. Per molti abitanti di Los Angeles è ancora un cibo poco conosciuto. Al banco di Patsy possono vedere l’impasto entrare nel forno, osservare la pizza appena sfornata e comprarne una sola porzione, senza dover ordinare un pasto intero. Patsy serve direttamente chi assaggia la sua cucina e assiste alle reazioni dei clienti da dietro il bancone.
Il banco ha abbastanza successo da permettere a Patsy, appena un anno dopo, di aprire un altro ristorante. Il Farmers Market rimane in attività e nel 1950 gli si affianca un piccolo locale in McCadden Place: il Villa Capri. È qui che Patsy ritroverà Frank Sinatra, già cliente di Casa D’Amore, e accoglierà un giovane James Dean, al quale verrà permesso di entrare in cucina quando non ci sarà posto in sala.
Nasce il Villa Capri
Nel 1950 Patsy apre il Villa Capri al 1735 di North McCadden Place, poco a nord di Hollywood Boulevard. Praticamente accanto, al numero 1727, si trova Don the Beachcomber, di cui vi ho parlato qui, il celebre ristorante polinesiano pieno di bambù e decorazioni tropicali, famoso anche per i suoi cocktail al rum. I due locali non potrebbero essere più diversi. Don the Beachcomber è costruito per trasportare i clienti in un mondo esotico; il Villa Capri assomiglia invece a una piccola trattoria italiana nella quale tutti finiscono per conoscersi.
Appena entrati, sulla sinistra si trova il bar, separato solo in parte dalla sala da pranzo. I booth, divanetti, sono sistemati lungo tre pareti e al centro rimane lo spazio per pochi tavoli. Proprio davanti alla porta ce n’è uno più lungo, capace di accogliere otto persone. I camerieri lo chiamano Siberia perché si trova un po’ in disparte rispetto agli altri, anche se in un locale tanto piccolo parlare di lontananza fa quasi sorridere.
Al Villa Capri bastano pochi clienti per riempire la sala. Dal bar si vedono i tavoli, le voci passano facilmente da un booth all’altro e quando arrivano gli amici di Patsy sembra subito di trovarsi a una festa privata. È probabilmente anche per questo che tanti attori finiscono per sentirsi a proprio agio: il ristorante è frequentato dalle star, ma non ha nulla delle grandi sale nelle quali si va soprattutto per essere notati.
Nelle fotografie di quegli anni si vede Patsy servire ai tavoli con il focolare alle spalle. Al Martino non diventa socio del Villa Capri: il suo legame con il locale rimane quello dell’amicizia con Patsy e di quel camino costruito mentre cerca di rimettere in piedi la propria carriera.
La cucina è quella dell’Italia meridionale che Patsy prepara fin dai tempi di Casa D’Amore. Appena i clienti si siedono, arriva sul tavolo un vassoio a tre piani pieno di antipasti. A comandare fra i fornelli c’è Carmine, un cuoco dai modi severi che decide personalmente chi può attraversare la porta della cucina.
Patsy tiene molto anche alla tranquillità dei suoi ospiti. Nel Villa Capri sono vietate le macchine fotografiche e non entrano i cacciatori di autografi. Una volta seduti nel proprio booth, gli attori possono cenare senza avere qualcuno alle spalle in attesa di una fotografia o di una firma.
Il maître è Nicco Romanos. Dopo aver lasciato la Russia in seguito alla rivoluzione del 1917, lavora con una compagnia di balletto russo a Parigi e poi nel vaudeville, dove conosce Franklyn D’Amore. Anni dopo lo ritroviamo a Hollywood mentre accoglie i clienti del Villa Capri. Romanos è anche il proprietario della casetta di legno al 14611 di Sutton Street, a Sherman Oaks, che affitta a James Dean negli ultimi mesi della sua vita.
Dean comincia a frequentare il ristorante nella prima metà degli anni Cinquanta e ben presto vi arriva quasi ogni sera. Si presenta senza particolare eleganza, vestito come un ragazzo appena uscito dal lavoro, prova qualche parola d’italiano con il personale e si muove nel locale come se fosse a casa. Quando non trova posto in sala raggiunge direttamente la cucina, dove Carmine fa un’eccezione per lui e per l’amico Lew Bracker e permette ai due ragazzi di assaggiare gli antipasti.
Anche quando riesce a sedersi, Dean non rimane necessariamente al tavolo per tutta la cena. Può sentire qualcuno parlare di automobili, alzarsi nel mezzo del pasto e raggiungerlo, per poi tornare più tardi e riprendere a mangiare come se nulla fosse accaduto. Chi cena con lui impara presto a lasciarlo fare.
Frank Sinatra conosce Patsy fin dai tempi di Casa D’Amore e continua a frequentarlo dopo l’apertura del Villa Capri. Nel piccolo ristorante di McCadden trova la cucina dei D’Amore e la riservatezza che cerca. Con il passare degli anni il rapporto diventa anche familiare: Sinatra è scelto come padrino di uno dei figli di Patsy. Quando nel 1957 acquisterà una quota del Villa Capri, sarà ormai da tempo molto più di un semplice cliente.
La porta sbagliata
Al Villa Capri le star vanno per essere lasciate in pace. La sera del 5 novembre 1954, però, una telefonata ricevuta proprio in quel piccolo ristorante mette in moto una delle storie più assurde e imbarazzanti mai accadute nella Hollywood di quegli anni.
Frank Sinatra e Joe DiMaggio sono nel locale quando squilla il telefono. Dall’altra parte della linea c’è Barney Ruditsky, un ex poliziotto di New York che ora lavora come investigatore privato a Hollywood. Un suo collaboratore, il ventunenne Philip Irwin, sta seguendo Marilyn Monroe e ha appena visto la sua Cadillac bianca parcheggiata davanti a un piccolo edificio di Waring Avenue. A DiMaggio basta sentire nominare quella macchina per credere di avere finalmente trovato la prova che sta cercando.
Il matrimonio fra Joe e Marilyn è durato appena nove mesi. Il 6 ottobre l’attrice ha annunciato la richiesta di divorzio per crudeltà mentale, assistita dall'avvocato delle star Jerry Giesler di cui vi ho parlato qui, e il 27 ottobre il tribunale ha emesso il decreto interlocutorio, il passaggio che in California precede il divorzio definitivo.
DiMaggio continua però a pensare che dietro la separazione ci sia un altro uomo. Su suggerimento di Sinatra ha incaricato Ruditsky di far sorvegliare Marilyn e i suoi sospetti si sono concentrati su Hal Schaefer, pianista e vocal coach dell’attrice.
Quella sera Marilyn è andata a trovare l’amica Sheila Stewart, che abita al piano superiore dell’edificio di Waring Avenue. La Cadillac è rimasta parcheggiata lungo la strada. Nessuno ha visto Hal Schaefer entrare, ma per DiMaggio l’automobile di Marilyn è già sufficiente.
Dal Villa Capri parte una piccola spedizione. Sinatra e DiMaggio raggiungono Waring Avenue, dove li aspettano Ruditsky e Irwin. Con loro ci sono altri uomini legati alla cerchia del cantante e del ristorante; fra questi compare Billy Karen, maître del Villa Capri. L’edificio contiene tre appartamenti. È notte, la zona è buia e il gruppo si dirige verso una porta sul retro.
È la porta sbagliata.
Il legno cede e gli uomini irrompono nella stanza. Irwin entra con la macchina fotografica pronta e scatta nel buio. Qualcuno accende la luce. Sul letto non ci sono Marilyn e l’uomo che DiMaggio immaginava accanto a lei. C’è Florence Kotz, una segretaria che vive sola e si è addormentata con i bigodini.
Florence si sveglia al rumore della porta sfondata e dei vetri spezzati. Prima ancora di capire che cosa stia succedendo, vede la propria camera riempirsi di uomini e viene abbagliata dal lampo della macchina fotografica. Gli intrusi si guardano intorno, si rendono conto dell’errore e fuggono, lasciandosi alle spalle la porta divelta e i cocci sparsi sul pavimento.
Marilyn, intanto, è ancora nell’appartamento di Sheila Stewart, pochi metri più in alto.
Quando arriva la polizia, tutto fa pensare a un tentativo di furto. Florence è stata svegliata di soprassalto e il flash le ha impedito di vedere con chiarezza i volti degli uomini. Non riesce a riconoscerli e l’indagine non porta ad alcun arresto. Per quasi un anno quella violenta irruzione rimane senza una spiegazione.
Nel settembre 1955 la rivista scandalistica Confidential pubblica il racconto della spedizione. Florence scopre così perché un gruppo di uomini aveva sfondato la porta della sua camera e chi stavano cercando realmente. La rivista dà all’episodio anche il nome con il quale verrà ricordato: Wrong Door Raid, l’irruzione della porta sbagliata.
Florence decide allora di fare causa. Nel 1957 la vicenda arriva davanti a un comitato del Senato della California e a un grand jury della contea di Los Angeles, impegnati a indagare sui metodi degli investigatori privati e sui loro rapporti con la stampa scandalistica. A quel punto ciascuno racconta la propria versione di quella notte.
Sinatra ammette di essere andato a Waring Avenue, ma sostiene di essere rimasto in automobile. Irwin dichiara invece che quasi tutti gli uomini sono entrati nell’appartamento e attribuisce proprio a Sinatra il gesto di avere acceso la luce. La proprietaria dell’edificio afferma di essere ragionevolmente certa di avere visto Sinatra e DiMaggio mentre il gruppo si allontanava. Le deposizioni non riescono a ricomporre una sola versione dei fatti.

E Patsy? Nella famiglia D’Amore è rimasto un racconto preciso: Sinatra gli propone di unirsi al gruppo, ma lui rifiuta e rimane al Villa Capri; a partire con gli altri è Billy Karen. Il nome di Patsy compare però nella causa civile intentata da Florence insieme a quelli di Sinatra, DiMaggio, Ruditsky, Irwin e John Seminola.
Nel settembre 1958 la causa si chiude con un accordo da 7.500 dollari. Non viene stabilito se Patsy abbia davvero lasciato il ristorante e raggiunto gli altri a Waring Avenue. Quattro anni dopo quella telefonata al Villa Capri, il caso è terminato, ma la Wrong Door Raid è ormai entrata fra gli scandali più incredibili della vecchia Hollywood.
La festa di addio
E ora arriviamo alla fotografia da cui è partita questa storia. È l’estate del 1955 e Frank Sinatra ha riservato l’intero Villa Capri per salutare Patsy e Rose D’Amore prima della loro partenza per l’Italia. Per una sera Patsy, abituato a muoversi fra la cucina e i tavoli occupandosi degli altri, è l’ospite d’onore nel proprio ristorante.
Sinatra pensa a tutto. La cena viene affidata a un servizio esterno e, curiosamente, nel ristorante italiano di Patsy quella sera si mangia messicano. I cuochi e i camerieri del Villa Capri rimangono ad aiutare, mentre una piccola orchestra accompagna la festa. A un certo punto cominciano le esibizioni improvvisate: cantano Sammy Davis Jr., Nat King Cole, Pat Stanley e naturalmente lo stesso Sinatra.
Il fotografo Bernie Abramson si muove nella sala affollata e ferma quei momenti. Sinatra posa con Patsy e Maria Cole; Nat King Cole scherza con Sammy Davis Jr.; Ursula Andress siede accanto a James Dean. Al centro di tutto c’è Patsy, circondato dagli amici venuti a salutarlo.
Davanti a lui viene portata una grande torta a forma di transatlantico. È proprio quella torta così curiosa ad aver attirato per prima la mia attenzione.
James Dean appare sorridente accanto agli altri invitati, molto diverso dal ragazzo inquieto che siamo abituati a vedere nelle sue fotografie più celebri. Poche settimane dopo quella festa, il 30 settembre 1955, muore a ventiquattro anni nello scontro automobilistico avvenuto nei pressi di Cholame. Gli scatti di Abramson conservano così anche uno dei suoi ultimi incontri al Villa Capri.
Per Patsy quella sera annuncia un ritorno atteso da trentadue anni. Quando ha lasciato Preturo nel 1923 aveva ventun anni e davanti a sé il viaggio verso New York. Adesso vi ritorna con la moglie, dopo le pizzerie di Brooklyn e Boston, Casa D’Amore, il banco del Farmers Market e il Villa Capri. Il ragazzo che aveva cominciato la propria vita americana lavorando in una fabbrica di dolciumi torna nel paese dov’è nato da ristoratore affermato, dopo essere stato festeggiato da Sinatra e dagli attori che considerano il suo locale quasi una seconda casa.
Sinatra entra in società
Nel 1957 Frank Sinatra diventa socio di Patsy e acquisisce il 25 per cento del Villa Capri. Il suo ingresso nella società coincide con il trasferimento del ristorante al 6735 di Yucca Street, all’angolo con McCadden Place e un isolato a nord di Hollywood Boulevard.
La nuova sede è molto più grande del piccolo locale nel quale James Dean si infilava in cucina quando non trovava posto. Adesso Patsy può accogliere feste, comitive e tutta la clientela che negli anni si è raccolta intorno ai suoi tavoli.
A pochi minuti di distanza si innalza il Capitol Records Building, inaugurato l’anno precedente. Dopo le sessioni di registrazione, Sinatra e gli altri artisti della Capitol devono soltanto percorrere un breve tratto di strada per raggiungere il Villa Capri, cenare e continuare la serata.
L’apertura richiama fotografi e televisioni. Leonard McCombe arriva per LIFE e ritrae Sinatra e Dean Martin seduti nello stesso booth, con i bicchieri davanti e la sala gremita intorno a loro. Anche il programma Tonight dedica un servizio all’inaugurazione, scherzando sul fatto che il ristorante sia stato costruito sopra solide fondamenta di mozzarella e consacrato al principio che gli spaghetti fanno ingrassare, ma a nessuno importa. Soltanto otto anni prima Patsy vendeva fette di pizza a venti centesimi nel banco numero 448 del Farmers Market; ora inaugura il proprio ristorante davanti alle telecamere, con Sinatra come socio e Dean Martin seduto a uno dei suoi tavoli.
Dentro, il nuovo Villa Capri conserva l’atmosfera familiare della prima sede. Nella sala ci sono booth rossi, tovaglie a quadretti e bottiglie di Chianti appese come decorazioni. Sopra i tavoli rimane sospeso il fumo delle sigarette, mentre Patsy accoglie personalmente gli ospiti nel cocktail lounge. Jimmy Durante frequenta il ristorante così spesso che gli viene intitolata una sala privata.
Il 12 dicembre 1957 Sinatra festeggia qui il suo quarantaduesimo compleanno. Dopo una giornata trascorsa negli studi della Capitol può arrivare con musicisti e amici, cenare e poi fermarsi a cantare al bar. In una sera qualsiasi, nei booth vicini possono trovarsi Nat King Cole, Dean Martin, Sammy Davis Jr., Lauren Bacall o Cary Grant. La loro privacy è affidata alla disposizione dei tavoli, al divieto di scattare fotografie e soprattutto alla discrezione di Patsy e del personale.
Nel 1957, pochi mesi dopo la morte di Humphrey Bogart, l’attrice Lauren Bacallbcomincia a frequentare Frank Sinatra, da tempo amico della famiglia. Nell’autunno di quell’anno la stampa registra una delle loro prime apparizioni pubbliche insieme proprio al Villa Capri: dopo una preview del film Pal Joey, Sinatra organizza una festa nel ristorante e Bacall è al suo fianco. La loro relazione, seguita con crescente attenzione dai giornali, continuerà nei mesi successivi e arriverà brevemente a un progetto di matrimonio.
Sinatra lascia il proprio nome anche sul menu. Su sua richiesta, Patsy prepara una bistecca New York saltata con aglio, funghi e peperoni in salsa al vino. Il piatto viene chiamato Steak Sinatra e negli anni sarà riproposto, con diverse varianti, anche da altri ristoranti americani.
Il cantante si diverte inoltre ad adattare al locale una delle sue canzoni. Quando intona Isle of Capri, sostituisce l’isola del titolo con il Villa Capri e trasforma l’anello portato al dito dalla donna del testo in una “deliziosa polpetta”.
Nel corso degli anni, dalle sale e dalla cucina del Villa Capri passano anche alcuni futuri ristoratori di Hollywood. Jean Leon lavora con Patsy prima di inaugurare La Scala a Beverly Hills nel 1956. Dan Tana arriva a Los Angeles nello stesso anno, comincia lavando i piatti e diventa poi busboy; nel 1964 apre Dan Tana’s. Matty Jordan inaugura Matteo’s nel 1963, mentre Ciro Marino, maître del Villa Capri, apre prima Martoni’s e in seguito Marino Ristorante.
Molti di loro lasceranno il Villa Capri per mettere il proprio nome sopra una nuova insegna. Patsy rimane alla guida del ristorante fino agli anni Settanta.
Gli ultimi anni del Villa Capri
Sono passati quasi venticinque anni dall’apertura del primo Villa Capri e diciassette dal trasferimento nella sede di Yucca Street. Patsy continua a essere una presenza quotidiana nel ristorante, come lo è stato fin dall’inizio: passa fra i tavoli, riconosce gli ospiti, controlla ciò che accade in sala e riesce a trovare un posto anche quando sembra non essercene più uno libero. Conosce i clienti abbastanza bene da sapere quando fermarsi a parlare e quando, invece, lasciarli cenare in pace.
Nel 1975 Patsy D’Amore muore. Il Villa Capri continua a vivere senza di lui: la moglie con la figlia e Filomena ne portano avanti l’attività per altri sette anni. Il nome, il menu e molte delle abitudini del locale rimangono gli stessi, ma manca ormai l’uomo che per venticinque anni ne aveva accompagnato personalmente ogni serata.
Prima della chiusura, il Villa Capri torna ancora una volta davanti alla macchina da presa e viene utilizzato come location per Brivido caldo (Body Heat). Nel 1982 Rose e Filomena vendono il ristorante e le sue porte si chiudono definitivamente.
Nell’edificio ormai vuoto si trasferisce KFAC, la storica emittente radiofonica di musica classica. Nel 1983 la facciata sulla quale era rimasta per tanti anni l’insegna del Villa Capri viene ricoperta da una grande pittura murale dedicata ai compositori e ai direttori d’orchestra trasmessi dalla stazione. In seguito le sale del ristorante vengono trasformate in uffici, anche se dall’esterno la sagoma del vecchio locale rimane ancora riconoscibile.
Nel 2005, quando viene presentato un nuovo progetto edilizio per il terreno al 6735 di Yucca Street, Hollywood Heritage tenta di salvare l’edificio ricordando la sua storia e le persone che ne avevano attraversato le sale. L’appello non basta. Fra il 2005 e il 2006 il vecchio Villa Capri viene demolito. Del basso edificio fotografato da Ed Ruscha trent’anni prima non rimane più nulla.
Il forno è ancora acceso
All’Original Farmers Market, il banco numero 448 è ancora al suo posto. Fra tutti i locali aperti da Patsy è l’unico rimasto in attività. Porta il suo nome e sulle pareti, fra vecchi menu e fotografie, il fondatore compare accanto a Frank Sinatra e agli altri amici del Villa Capri.
Dopo la morte di Patsy, Rose continua a occuparsi della pizzeria insieme alla figlia Filomena. Rimane al Farmers Market fino al 1998, quando Filomena acquista da lei l’attività per una somma simbolica e ne assume la gestione.
Filomena conserva le ricette della famiglia e continua a preparare nel locale gli impasti e le salse, introducendo con gli anni qualche novità nel menu. Alle sue spalle rimane soprattutto il vecchio forno in mattoni costruito a Catalina nel 1948. Quando il ristorante sull’isola chiude, Patsy lo smonta mattone dopo mattone, trasporta ogni pezzo sulla terraferma e lo ricostruisce nel suo nuovo banco al Farmers Market.
Quel forno accompagna Patsy dal primo giorno della sua attività indipendente a Los Angeles. Casa D’Amore ha chiuso, il Villa Capri è stato demolito e molti dei luoghi attraversati dalla sua storia sono scomparsi. Il forno di Catalina, invece, è ancora dietro il bancone del Farmers Market.
Quando mi sono imbattuta nella fotografia della festa del 1955, non conoscevo neppure il nome dell’uomo che si preparava a tagliare quella strana torta. Seguendo le sue tracce sono arrivata fin qui, al banco numero 448 e al forno che aveva portato con sé da Catalina.
Dopo più di settantacinque anni quel forno continua a cuocere le pizze e la sua fiamma brucia ancora sul lato sinistro. Dietro quella fotografia avevo trovato un’altra delle tante storie nascoste di Hollywood che, una volta scoperte, non posso fare a meno di raccontarvi.
ULTIMO MA NON PER IMPORTANZA: Se volete rimanere aggiornati sui miei articoli potete iscrivervi alla Newsletter che ho creato, è sufficiente cliccare su questo link https://blogfrivolopergenteseria.substack.com basta inserire la vostra mail e cliccare Subscribe, riceverete via mail la conferma dell'avvenuta iscrizione e ogni settimana quando uscirà un nuovo articolo sul blog verrete avvisati. Vi ringrazio per sostenermi sempre!
- lunedì, settembre 21, 2026
- 0 Comments








































