L'angolo dei film: Ninotchka

lunedì, luglio 30, 2018

Eccoci con un nuovo post della rubrica L'angolo dei film nella quale vi parlo di una pellicola raccontandovi aneddoti e curiosità sulla sua realizzazione, la scelta del cast, i costumi e altro ancora. Protagonista di oggi è la frizzante commedia di Lubitsch Ninotchka con protagonista una meravigliosa Greta Garbo al suo primo ruolo leggero.
Ninotchka
È un film del 1939 diretto dal regista Ernst Lubitsch con protagonisti Greta Garbo e  Melvyn Douglas.
Trailer originale:
La trama in breve: Iranov, Buljanov e Kopalsky sono tre agenti russi che si trovano a Parigi in quanto incaricati dal Governo Sovietico di vendere alcuni gioielli confiscati alla granduchessa Swana. La granduchessa si oppone con ogni mezzo a tale vendita, incaricando il proprio amante, il Conte Leon d'Algout, di farsi amici i tre agenti per convincerli a non vendere. Ogni sera Leon li porta ogni sera in un locale diverso per fare assaporare loro la libertà di Parigi. Il contegno scandaloso dei tre agenti provoca l'arrivo a Parigi di un ispettore sovietico, Nina Ivanovna Yakushova, detta Ninotchka, una giovane comunista bella ed austera. Leon incontra Ninotchka ignorando la sua identità, e tra i due scatta la scintilla.
Alcune foto del film
Foto promozionali
Alla base del film c'è il soggetto Love is Not So Simple di Melchior Lengyel, o meglio poche frasi appuntate su un taccuino riassumibili così: " ragazza  russa  satura  di  ideali  si reca nella spaventosa,  capitalista e monopolista Parigi.  Trova l’amore  e  si  diverte  tantissimo.  In  fondo  il Capitalismo non è così male". A portare questa storia sul tavolo della M.G.M. è Gottfried Reinhardt, e la Major pensa di realizzarne un film con protagonista la stella del momento, Greta Garbo. La regia viene affidata a George Cukor che però dopo poco è costretto ad abbandonare il progetto quando viene incaricato da David O. Selznick di dirigere Via col vento (anche se purtroppo a causa di continui litigi con quest'ultimo verrà a sua volta sostituito da Victor Fleming). Uno dei privilegi di un'attrice del calibro della Garbo è quello di poter decidere il regista, così impone che la scelta ricada tra Edmung Goulding (che l'ha già diretta in Anna Karenina e Grand Hotel) o Ernst Lubitsch dal quale desiderava di essere diretta già dal 1929 ma purtroppo non era mai capitata l'occasione. Louis B. Mayer, tycoon della Metro, ritiene che Goulding sia troppo "antiquato" per questo film, ma non è molto entusiasta di Lubitsch il quale è da poco costato tantissimo alla M.G.M. con il film La vedova allegra, ma alla fine la scelta ricade su di lui. Il 30 dicembre del 1938 viene siglato il contratto tra Lubitsch e la Metro che dal canto suo s'impegna a distribuire il film che sta realizzando Lubitsch Scrivimi fermo posta con protagonisti James Stewart e Margaret O'Sullavan. Alla sceneggiatura iniziano a lavorare a sei mani Walter Reisch, Billy Wilder e Charles Brackett. Lo stesso Lubitsch darà il suo contributo essendo da poco ritornato da un viaggio in Unione Sovietica.

CHICCA: "Garbo Laughs" (la Garbo ride) la famosa tag-line con cui è passato alla storia questo film è addirittura precedente al momento in cui la scena della risata viene effettivamente girata.


Questo film rappresenta la prima commedia della diva Greta Garbo. Nata a Stoccolma in Svezia nel 1905 Greta Lovisa Gustafsson, in una famiglia di condizioni modeste, fin da piccola "gioca" a fare il teatro. A 15 anni deve abbandonare gli studi per aiutare la famiglia in seguito alla morte del padre e inizia a lavorare presso un barbiere (il suo compito è insaponare il viso dei clienti prima della rasatura) e poi come commessa in un grande magazzino. Notata per la sua bellezza viene fatta posare come modella per pubblicità e compare in due cortometraggi, ed è così che decide di impegnarsi nella carriera di attrice. Ottenuta una borsa di studio per l'Accademia Regia di Stoccolma dopo poco viene scoperta dal regista Mauritz Stiller che avrà un ruolo decisivo nella sua carriera e le farà cambiare il nome in Greta Garbo. Il film La leggenda di Gosta Berling viene presentato a Berlino: qui si trova anche Louis B. Mayer il tycoon della Metro Goldqwyn Mayer che mettendo sotto contratto Stiller si assicura anche la Garbo. Viene affiancata da John Gilbert ne La carne e il diavolo nel quale interpreta il ruolo di donna fatale che insieme al suo atteggiamento riservato ed avverso agli occhi indiscreti del pubblico contribuirà a conferirle quell'alone di mistero e divinità. Con il passaggio dal muto al sonoro la M.G.M. teme che la Garbo non riesca a convincere il pubblico a causa del suo accento svedese e invece grazie al film Anna Christie che viene pubblicizzato con lo slogan "Garbo Talks" (la Garbo parla) Greta diventa l'attrice numero uno. Seguono ruoli di eroine romantiche come Mata Hari, La Regina Cristina, Anna Karenina, Margherita Gauthier e Maria Walewksa. Tentando di replicare il grande successo che otterrà con Ninotchka Greta Garbo prenderà parte ad un'altra commedia, questa volta diretta da George Cukor, Non tradirmi con me, che però sarà un tale insuccesso da spingere l'attrice a ritirarsi dal cinema. A lei Billy Wilder proverà invano a proporre la parte di Norma Desmond l'attrice sul finire della sua carriera in Viale del tramonto, ma la Garbo l'anno prima aveva accettato di sostenere un provino per il film La duchessa di Langeais e quando i produttori decisero di non realizzare più la pellicola rimase talmente offesa che decise non avrebbe più fatto film.
Per la parte del Conte Leon nella fase iniziale di produzione del film, quando la regia è affidata a Cukor, si pensa all'attore William Powell, il quale però al momento di iniziare la lavorazione vera e propria è costretto a rinunciare per motivi di salute. Lubtisch, il nuovo regista, offre la parte prima a Gary Cooper e poi a Cary Grant, ottenendo un rifiuto da parte di entrambi (probabilmente perchè sapevano che il film sarebbe stato "della Garbo"). A quel punto la scelta ricade su Melvyn Douglas che ha già lavorato con la Garbo nel 1932 nel film Come tu mi vuoi (che affiancherà anche nell'ultimo film della Divina, Non tradirmi con me del 1941). L'attore ha esordito nel '19 sui palchi di Chicago e poi dal '28 su quelli di Broadway. Dal '31 debutta a Hollywood, arrivando a spaziare tra vari generi, dall'horror con Il castello maledetto accanto a Boris Karloff, ai film drammatici come- Ritorno alla vita di William Wyler, passando per la commedia come Voglio essere amata, e film d'avventura come Capitani coraggiosi di Victor Fleming. Douglas ha affiancato alcune delle più grandi attrici dell'epoca come Claudette Colbert in Voglio essere amata del 1935, Irene Dunne in L'adorabile nemica del '36, Jean Arthur in Troppi mariti nel 1940, Joan Crawford in Troppo amata e Volto di donna rispettivamente nel '36 e '41, Norma Shearer in Maschere di lusso del 1942. Durante gli anni '50 Douglas si ritira dal cinema per dedicarsi al teatro, mentre negli anni '60 tornerà al cinema interpretando fra le altre cose il padre di Paul Newman in Hud il selvaggio, ruolo che gli farà conquistare l'Oscar come Migliore attore non protagonista, continuando ad interpretare soprattutto ruoli da caratterista fino al 1981 anno della sua morte. 

Iranoff, uno dei compagni di Ninotckha è interpretato da Sig Ruman, attore tedesco emigrato negli Stati Uniti nel '23, che ha raggiunto dapprima il successo a Broadway che gli ha permesso di venire scoperto dalla 20 Century Fox con la quale ha sottoscritto un contratto nel '34 diventando abbastanza famoso come caratterista. in particolare nel ruolo del cattivo pomposo e irascibile. Tuttavia riesce a essere molto convincente anche nei ruoli positivi come con Howard Hawks in Avventurieri dell'aria, con Lubitsch in Vogliamo vivere e anche Billy Wilder lo sceglierà nel suo Il valzer dell'Imperatore per impersonare uno psichiatra canino, strizzando l'occhio in chiave parodistica a Sigmund Freud. Attivo anche durante gli anni '50 e '60 sia al cinema che negli sceneggiati televisivi come Maverick e La famiglia Addams, muore nel 1967. Buljanoff è interpretato da Felix Bressart, attore originario della Prussia orientale che nel '33 essendo di religione ebrea fugge dalle persecuzioni naziste dapprima in Svizzera e Austria e poi nel '36 negli Stati Uniti dove inizia a lavorare in teatro. Aiutato dalla comunità di tedeschi emigrati che lavorava nel cinema. Dopo Ninotchka il sodalizio sia dal punto di vista del lavoro che dell'amicizia che si è creato con il regista Ernst Lubitsch (anche lui tedesco emigrato) continuerà per altri film come Scrivimi fermo posta in cui interpreta il commesso Pirovitch, e Vogliamo vivere dove veste i panni di un attore ebreo. Gira in tutto una 40ina di film spegnendosi a 57 anni nel 1949 a causa della leucemia. Infine abbiamo Alexander Granach, che qui interpreta Kopalski, anch'esso un attore tedesco che negli anni '20 ha preso parte a diversi film, emigrato in America nel 1938. Dopo Ninotchka partecipa a vari film interpretando spesso o militari nazisti o anti-fascisti. Purtroppo muore nel 1945 in seguito a complicanze dopo un'appendicectomia.
Ultimi ma non per importanza, la parte femminile contrapposta a Ninotchka, ovvero la Granduchessa Swana, per la quale viene scelta Ina Claire, attrice di teatro che è stata la moglie fino al 1931 di John Gilbert, partner della Garbo in diversi suoi film con la quale ha intrecciato anche una relazione amorosa. E il Commissario Razinin interpretato da Bela Lugosi, l'attore famoso soprattutto nel genere horror in particolare grazie ai film di Dracula.

Le riprese durano da maggio a luglio del 1939 e il film viene girato interamente negli studi della MGM a Culver City.
Sebbene nutrisse per lei una stima, ricambiata, non fu facile per Lubitsch lavorare con la Garbo. Lui stesso dirà a proposito di lei "è stata l'attrice più riservata con la quale io abbia mai lavorato". Era estremamente preoccupata dalla scena in cui doveva sembrare ubriaca, sia per paura di rovinare la sua immagine "Divina" agli occhi degli spettatori ma anche vergognandosi di farlo davanti ai suoi colleghi e le altre persone presenti durante le riprese. Addirittura un giorno si reca alla M.G.M. per incontrare Lubitsch ma rifiutandosi di scendere dalla propria automobile costringe il regista a stare con lei 2 ore a parlare a bordo del veicolo. Gli unici che provarono, con scarsi risultati, a spiare la Garbo durante le riprese furono Charles Brackett e l'attrice Ina Claire. Dovete sapere che la Garbo girava le sue scene circondata da schermi e teli che impedivano agli altri di vederla. Mettendosi d'accordo con i macchinisti entrambi provarono a guardare la "divina" attraverso un piccolo foro nel telo, ma l'attrice se ne accorse sempre. Addirittura quando a farlo fu la Claire, alla domanda di Lubitsch "Sei pronta Greta?" la Garbo rispose "Sì, appena Miss Claire se ne andrà da dietro la tenda".
Alcune foto di Greta Garbo ed Ernst Lubitsch sul set
I costumi di questo film sono realizzati da Adrian, capo designer della M.G.M.. La Garbo nel film indossa vari soprabiti che rimandano subito all'ufficialità del suo incarico, una sorta di uniforme femminile, sempre accompagnata da cappelli. 

Una nota sul famoso cappello a punta, che già per la sua forma particolare si distingue dagli altri indossati dalla Garbo. Più che mero accessorio di scena questo cappello ha una notevole valenza dal punto di vista narrativo nel raccontare la trasformazione di Ninotchka. Infatti all'inizio quando Ninotckha è appena arrivata a Parigi da Mosca con le sue rigide idee contro il capitalismo e il consumismo, lo vede in vetrina e lo definisce "come può sopravvivere una civiltà con delle donne che hanno dei gusti simili". Dopo aver iniziato a vivere un po' più alla maniera parigina  vediamo Ninotckha che dopo un incontro con i compagni si sincera di essere rimasta sola e tira fuori da un cassetto proprio quel cappello che ha voluto acquistare. Pare che a disegnare lo schizzo alla base del modello di questo cappello sia stata la Garbo in persona.
Quando si trova nel suo appartamento o in quello di Leon Ninotchka indossa delle magnifiche bluse di seta e chiffon, e quando si reca al ricevimento la vediamo con un meraviglioso abito bianco.


La Premiere del film ha luogo il 6 ottobre del 1939 al Grauman's Chinese Theatre a Hollywood. Il film è costato  1.365.000 dollari e ne ha incassati solo negli Stati Uniti 1.187.000.
Agli Oscar del 1940 Ninotchka si presenta con 4 Nomination, nella categoria Miglior film, Miglior attrice protagonista Greta Garbo, Migliore sceneggiatura a Charles Brackett, Walter Reisch e Billy Wilder e Miglior soggetto Melchior Lengyel, ma purtroppo nulla può contro il colossale Via col vento che gli strappa le prime tre statuette (portandone a casa in tutto 10) mentre la quarta l'ha persa contro Lewis R. Foster per Mr. Smith va a Washington.
Nel 1955 la commedia di Lubitsch viene trasformata in un musical per Broadway La bella di Mosca dal quale a sua volta sarà tratto un riadattamento filmico con lo stesso titolo nel 1957 interpretato da Fred Astaire e Cyd Charisse.

QUOTES:
Ninotckha: Perché portate le valige degli altri?
Facchino: Perché questo è il mio mestiere.
Ninotckha: Non è un mestiere, è un ingiustizia sociale!
Facchino: Beh, dipende dalla mancia.

Ninotckha: Dov'è la Torre Eiffel?
Leon: Vi interessa il panorama?
Ninotckha: A me interessa la torre solamente dal lato tecnico.
Leon: Tecnico? No, no, no: allora non posso esservi utile. Un parigino non ci sale che per buttarsi giù per disperazione.

Ninotckha: Volete flirtare?
Leon: No ma lo trovo piacevole.
Ninotckha: Sopprimete.
Leon: Proverò.

Ninotckha: E per l'umanità che fate?
Leon: Per l'umanità? Ecco... Per gli uomini non molto. Ma per le donne, invece è tutt'altra cosa.
Ninotckha: Soggetti come voi non esistono in Russia.
Leon: Grazie.
Ninotckha: È per questo che ho fede nel futuro del mio Paese.

Leon: Ninotckha ditemi che vi piaccio!
Ninotckha: Il vostro aspetto non è del tutto repulsivo.
Grazie.
Ninotckha: La pupilla è lucente e la cornea è limpida.
Leon: La vostra è ammaliante. Ninotckha ditemi, voi che sapete tanto, credete che mi stia innamorando?
Ninotckha: Atteniamoci alla realtà.  L'amore è soltanto un poetico appellativo di un banale processo biologico o per meglio dire chimico. Si dicono molte sciocchezze sull'amore.
Leon: E che usate al suo posto voi?
Ninotckha: Io lo considero solo come un impulso naturale comune a tutti.
Leon: Cosa posso fare per provocare questo  impulso in voi?
Ninotckha: Oh non dovrete fare niente. Chimicamente abbiamo già le affinità elettive.

Leon: Sentite? È mezzanotte. E non vedete che perfino le lancette dell'orologio si baciano? È invitante.
Ninotckha: È una cosa meccanica. Che c'è d'invitante?
Leon: Metà Parigi parla d'amore all'altra metà.

Ninotckha: Andate a divertirvi. Soldi ne avete?
Iranoff: Bè...
Ninotckha: Eccovi 50 franchi.
Iranoff: Oh, grazie compagna.
Ninotckha: Riportatemene 45.

Leon: Se questo vestito camminasse da solo per i boulevard, io lo seguirei e una volta raggiunto lo fermerei per dirgli: "Aspetta, delizioso vestito, voglio presentarti a Ninotchka: siete fatti l'uno per l'altro".

CLIP:
 questione di genere

Dovete flirtare?

Il vostro aspetto non è del tutto repulsivo.

 La Garbo ride


 

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