ACCADEVA A HOLLYWOOD: Glorie spezzate - Dorothy Dandridge pt. 2 Prime gioie, primi dolori

venerdì, febbraio 16, 2024

Eccoci ad un nuovo appuntamento con Glorie spezzate, le storie di dive che ci hanno lasciato troppo presto. Oggi continuiamo il racconto della vita di Dorothy Dandridge la prima attrice di colore che ha conquistato la nomination all'Oscar. Dopo avervi raccontato la sua infanzia nell'articolo che trovate qui, oggi vi parlerò della sua giovinezza, il rapporto con il marito Harold Nicholas e la nascita della sua bambina, un evento che invece di essere fonte di gioia purtroppo aprirà una profonda ferita in lei destinata a non rimarginarsi mai.
Nel giugno del 1939 le ragazze accompagnate da Neva partono per una tournèe in Europa, che in poche settimane sarebbe diventata teatro della Seconda Guerra Mondiale, anche se è lì che accadrà un episodio a Dorothy che la segnerà profondamente per tutta la vita. A Londra le ragazze iniziano a frequentare un gruppo di coetanee e con le quali vanno in giro per la città a divertirsi quando non devono lavorare. Neva scopre che una di queste ragazze è rimasta incinta e approfittando dell'uscita di Etta dall’appartamento inizia ad inveire contro Dorothy insinuando che non sia più vergine e che farà tutto ciò che è necessario per scoprirlo. Prende la ragazza, la sbatte sul letto, le solleva il vestito e le strappa gli slip. Vivian per paura di ricevere lo stesso trattamento fugge in un’altra stanza dalla quale però continua a sentire le grida disperate della sorella. Durante la perversa esaminazione anatomica da parte di Neva, Dorothy è un pezzo di marmo. Le era stato insegnato di obbedire e portare rispetto a quella donna che ora stava violando così brutalmente il suo corpo. Stavolta però Neva ha superato il limite e Dorothy raccogliendo tutto il suo coraggio molla uno schiaffo in faccia alla sua matrigna. La donna reagisce sferrando una sfilza di ceffoni a Dottie un po’ dove capita. La ragazza si gira di scatto e sbatte Neva a terra gridandole di non azzardarsi mai più a toccarla con un dito. Se da un lato la sua ribellione segna per lei una ritrovata sicurezza, questo incidente la lascia emotivamente sfregiata. Sente di essere stata violentata e il fatto che sua madre abbia legittimato il comportamento di Neva la fa sentire ancora più abbandonata. Tornata a Los Angeles Dorothy ritrova Harold che nel frattempo ha firmato un contratto di cinque anni con la Fox. Etta si innamora e decide di lasciare il trio per sposarsi. Dorothy è l’unica delle Dandridge Sisters che vuole continuare a lavorare nello spettacolo e così decide di presentarsi ad un provino organizzato all’ultimo momento per sostituire un’attrice nello spettacolo teatrale Meet the people. Ed è proprio lei a essere scelta.

Nel frattempo i Nicholas Brothers sono impegnati sul set del film Serenata a Vallechiara e in particolare nel numero musicale della canzone "Chattanooga Choo Choo" movimentare la scena suggeriscono di sensualizzarla  con la presenza di una ragazza e fanno il nome di Dorothy, presentandola direttamente a Zanouck quel giorno presente sul set. Dorothy ottiene la parte in quella che ancora oggi è considerata la sequenza più famosa del film.

Nonostante le pressioni di Harold per sposarsi, Dorothy sente che il momento per legarsi a lui non è ancora giunto. Nel frattempo, partecipa a produzioni cinematografiche accanto a nomi del calibro di John Wayne, affrontando ruoli secondari che, sebbene stereotipati, offrono un barlume di dignità maggiore rispetto a quelli interpretati da sua madre, come nel film Sundown, dove il suo personaggio, pur essendo una serva, è venduto all'uomo che ama. A Hollywood però qualcosa inizia a cambiare quando la Metro Goldwyn Mayer offre un contratto a Lena Horne, la prima attrice afroamericana resa glamour e pubblicizzata dallo Studio.

Tuttavia, la sua presenza viene circoscritta esclusivamente alle sequenze musicali in film con protagonisti attori bianchi, limitando il suo splendore entro confini ben definiti. Nonostante Lena possieda quel particolare fascino "mulatto" che Hollywood sembra prediligere, con la sua pelle chiara, i lineamenti delicati e i capelli lisci, le porte dei ruoli drammatici di spicco rimangono serrate, relegandola a una posizione di splendido ma inaccessibile satellite nel firmamento delle star del cinema.

Il 6 settembre 1942 segna l'inizio di un nuovo capitolo per Dorothy Dandridge, che, nel fiore dei suoi diciannove anni, si unisce in matrimonio a Harold Nicholas. Con un'eleganza sobria, i capelli raccolti con grazia e un filo di perle a illuminare il suo sorriso radioso, Dorothy incarna la gioia e l'aspettativa di un futuro pieno di promesse. Tra gli invitati c'è anche Hattie McDaniel (la prima attrice di colore vincitrice di un Oscar come Attrice non protagonista grazie al ruolo di Mammie di Via col vento). La loro casa, situata in un quartiere prevalentemente bianco, è un piccolo rifugio che sembra uscito da una favola, con un giardino accogliente e stanze che si dispiegano in un abbraccio caldo e familiare.

Dorothy, ispirata dall'amore per la sua nuova dimora, si dedica con entusiasmo alla sua trasformazione, imparando l'arte culinaria da Ruby e diventando un'abile cuoca di piatti tradizionali afroamericani. La sua casa diventa un luogo di ritrovo, dove il profumo del pollo fritto e dei collard greens si mescola alle risate e alle conversazioni degli amici.

Ma la felicità domestica nasconde crepe sottili: Harold, esentato dal servizio militare per la sua statura, si perde in distrazioni esterne e lascia Dorothy a confrontarsi con la solitudine e il dubbio. Nel marzo del 1943 Dorothy scopre con gioia di essere incinta. Si sente euforica, nutrendo la speranza che la nascita del bambino possa portare una nuova maturità in Harold, ma lui non sembra cambiare atteggiamento.

La data prevista per il parto è ormai prossima quando, all'alba del 1° settembre, Dorothy viene svegliata da un dolore lancinante. Con il cuore in gola, Dorothy cerca conforto in Harold, che, nel tentativo di placare le sue paure, la rassicura dicendo che si tratti soltanto di un falso allarme non ritenendo necessario portarla in ospedale.

Più tardi, Harold suggerisce a Dorothy di passare il giorno dalla cognata Geri che abita lì vicino. Prima di andarsene, le promette di tornare presto, ma Geri, preoccupata, lo incalza su dove stia andando, sottolineando che Dorothy potrebbe partorire in qualsiasi momento. Nonostante ciò, Harold se ne va, dimenticandosi di lasciare le chiavi dell'auto, lasciando Dorothy e Geri senza mezzi per raggiungere l'ospedale. Dorothy, determinata, decide di attendere il ritorno di Harold prima di andare in ospedale. Ma dopo la rottura delle acque, accetta di farsi accompagnare da un vicino. Il parto si rivela estremamente difficile, necessitando l'uso del forcipe. Alla fine, alle prime ore del 2 settembre 1943, nasce Harolyn "Lynn" Suzanne Nicholas, che prende il nome dal padre. Harold arriva in ospedale un'ora dopo, troppo tardi per assistere al parto, ma giusto in tempo per accogliere la nuova vita che lui e Dorothy hanno creato insieme​​.

A un mese dalla nascita, Lynn mostra ancora il segno del forcipe sulla testa, simbolo tangibile della sua difficile venuta al mondo. Questa nuova vita rappresenta per Dorothy un'ancora di salvezza, una fresca brezza di speranza. Nella stanza di Lynn, Dorothy crea un angolo di paradiso, adornandola con giocattoli e morbidi peluche, specialmente per quelle notti in cui la piccola, presa da un'insolita inquietudine, piange disperatamente.

Nonostante la soddisfazione per il suo ruolo di madre e moglie, l'eco del palcoscenico inizia a richiamare Dorothy. Il suo incontro con Joe Glaser, il suo ex manager, riaccende la fiamma dello show business in lei. Joe le fa capire che il palcoscenico fa parte del suo essere, un richiamo che non può ignorare. La realtà sociale del tempo rende chiaro che né lei né Lena Horne avrebbero potuto emergere come hanno fatto se non avessero avuto tratti che suggerissero una parziale ascendenza caucasica. Hollywood, nel suo desiderio di appellar al grande pubblico bianco, tendeva a sottolineare questi aspetti, mentre paradossalmente erano proprio le loro radici etniche a renderle irresistibilmente affascinanti, una sorta di "frutto proibito" nell'immaginario collettivo che le respingeva allo stesso tempo.

Lynn, di natura tranquilla e riservata, sembra vivere in un mondo tutto suo, non riconoscendo nemmeno la madre. Quando, nel 1947, Harold è impegnato sul set del film The pirate con Gene Kelly e Judy Garland, Dorothy si accorge che "qualcosa non va" in Lynn, che allora ha due anni. Trova conforto nei consigli rassicuranti del pediatra e degli amici, che cercano di minimizzare i suoi timori ricordandole che alcuni bambini impiegano più tempo ad esprimersi, citando l'esempio di Einstein che non parlò fino a sei anni. Dorothy vorrebbe credere a queste parole, ma quando Lynn quasi a quattro anni non parla né sembra riconoscere nessuno, l'angoscia prende il sopravvento.

La decisione di portare Lynn alla psicoanalisi infantile e di approfondire personalmente lo studio della psicoanalisi nasce dalla speranza di comprendere meglio la situazione. Viaggiando frequentemente, Dorothy si scontra con opinioni contrastanti sulla condizione di Lynn, sentendosi costantemente in errore a prescindere dalle sue scelte.

L'impiego dell'elettroencefalogramma e dell'encefalogramma ad aria, nonostante la loro invasività e rischiosità, non portano a risultati concreti, lasciando i medici e Dorothy stessi nel limbo, incapaci di diagnosticare con precisione la condizione di Lynn. Harold, protetto e coccolato per tutta la vita, si rivela emotivamente inadeguato di fronte alla gravità dei problemi di Lynn, tendendo a negare una realtà che per tutti gli altri appare sempre più evidente: le condizioni di Lynn sono gravi e, probabilmente, senza speranza di miglioramento. La necessità di una sorveglianza continua, giorno e notte, diventa presto impellente.

In un'epoca segnata da confusione e ignoranza riguardo alle disabilità dello sviluppo nei bambini, Dorothy, come molti altri genitori, si trova sopraffatta da sensi di colpa e vergogna. Le informazioni sulle cause di tali disabilità sono scarse e le opzioni terapeutiche limitate e spesso inefficaci. Dorothy, pur sapendo che non c'è stata ancora una diagnosi formale, non può fare a meno di sentirsi in qualche modo responsabile. La possibilità di un collegamento tra il travagliato parto di Lynn e i suoi successivi problemi di sviluppo è un pensiero che la tormenta e la porta a provare un profondo senso di colpa.

Quando diventa evidente a tutti che Lynn soffre di un grave ritardo mentale, Dorothy rifiuta di arrendersi alla disperazione. Tenta di inserire Lynn a scuola, sperando in un miracoloso adeguamento, ma senza successo. Nel frattempo, il suo matrimonio inizia a incrinarsi.

La ricerca di risposte la porta a consultare uno psichiatra, dove si interroga sulle proprie responsabilità e sulle proprie insicurezze, in particolare riguardo alla sua relazione con Harold e la sfera dell’intimità. Si chiede cosa abbia fatto di sbagliato e se in qualche modo non sia stata all'altezza di Harold, essendo arrivata vergine al matrimonio mentre lui aveva già avuto diverse esperienze. Ad aver influenzato il suo rapporto con il sesso e con gli uomini, sono state certamente le ossessioni di Neva sulla verginità che le hanno fatto sentire il sesso come qualcosa di cui vergognarsi, così come i commenti critici di Ruby sulle debolezze di suo padre Cyril l'hanno resa diffidente nei confronti del sesso opposto.

Dorothy utilizza anche la terapia per elaborare i suoi sentimenti riguardo la relazione tra Ruby e Neva, soprattutto perché lotta con il suo disprezzo e l'incapacità di perdonare Neva per il modo in cui l'ha trattata da bambina. Il consiglio dello psichiatra di affidare Lynn alle cure di qualcun altro è un duro colpo. "Se la tieni con te," le viene detto, "finirai per doverla mandare in un istituto perché non sarai in grado di occupartene." Questa prospettiva costringe Dorothy a prendere la dolorosa decisione di affidare Lynn ad altri, nonostante le venga raccomandato di non vederla per un periodo.

La situazione si complica ulteriormente quando Jonesy, la tata settantenne, si ammala e non può più prendersi cura di Lynn. Non trovando una sostituta adeguata, Dorothy accetta l'offerta di Ruby e Neva di occuparsi della bambina, nonostante le perplessità di alcuni su come possa affidare sua figlia a Neva. La scelta è dettata dalla disperazione e dall'assenza di alternative, anche se Neva pretende di essere retribuita per la sua assistenza.

Dorothy si dedica a diverse iniziative, unendo le forze con Geri per partecipare attivamente a cause sociali e politiche a Los Angeles. Impegnandosi nella raccolta fondi, nella vendita di obbligazioni e nell'organizzazione di donazioni di sangue, dimostra il suo impegno verso il bene comune. Ruby, tuttavia, osserva con preoccupazione queste attività, consapevole dei rischi che l'impegno politico può comportare per la carriera di Dorothy, e le consiglia cautela.

Parallelamente, Dorothy rinnova il suo interesse per la propria carriera artistica. Convincente che la commedia non sia la strada che vuole percorrere, si rivolge nuovamente al canto e tenta di sviluppare un repertorio adatto ai nightclub. La sua sete di apprendimento la porta a iscriversi all'Actors Lab di Los Angeles, diventando una delle prime studentesse afroamericane di questa avanguardistica scuola di recitazione sulla costa occidentale, parallela all'Actors Studio di New York. L'ambizione di diventare un'attrice drammatica, un sogno coltivato sin dall'infanzia, inizia a prendere forma concretamente, spingendola a immaginarsi non solo sul palcoscenico ma anche sul grande schermo.

Questo percorso viene però interrotto quando, insieme a Geri, decide di raggiungere Harold e Fayard in Europa per un tour organizzato dall'Agenzia William Morris, che li terrà lontani dagli Stati Uniti per diversi anni. La lontananza dai mariti, impegnati in serate di divertimento con altre donne, lascia Dorothy e Geri a confrontarsi con la solitudine e le difficoltà di una vita lontana da casa.

La situazione diventa insostenibile in Svezia, dove Dorothy, sopraffatta dalle pressioni, dalle dispute e dalle lunghe notti in solitudine, cade in una profonda depressione da cui non riesce a emergere. Geri si trova impotente di fronte alla sofferenza dell'amica fino a quando, una mattina, la trova a letto in uno stato di confusione e disorientamento, con il volto pallido e gonfio. Nel tentativo di aiutarla, Geri si rende conto che Dorothy ha assunto un'overdose di pillole per dormire. Dopo aver chiamato aiuto e aver fatto ricoverare Dorothy, che si sottopone a lavanda gastrica, l'incidente viene inizialmente minimizzato da Dorothy stessa, che lo descrive come un semplice errore dovuto all'incapacità di dormire. Tuttavia, è evidente che si tratta di un tentativo di suicidio, un disperato grido di aiuto. 

Continua... 

P.s.. Siccome Facebook è probabile che non vi abbia mostrato il mio post a causa dell'algoritmo, vi metto il link così potete scrivere comodamente i vostri commenti, lo trovate qui

  
ULTIMO MA NON PER IMPORTANZA
Se volete rimanere aggiornati sui miei articoli potete iscrivervi alla Newsletter che ho creato, è sufficiente cliccare su questo link https://blogfrivolopergenteseria.substack.com/
basta inserire la vostra mail e cliccare Subscribe, riceverete via mail la conferma dell'avvenuta iscrizione e ogni settimana quando uscirà un nuovo articolo sul blog verrete avvisati. 
Vi ringrazio per sostenermi sempre!

You Might Also Like

0 commenti